giovedì 3 gennaio 2008

Speranza

Oggi ho immaginato di prendere a calci un idiota che si permette di trattarmi come il suo schiavo personale, soltanto perché il mio contratto mensile in scadenza dice che sono uno qualunque... che tanto lì non si fermerà...

Patetico discendente delle scimmie, borioso cialtrone... ti sfido a vivere solo un secondo della mia esistenza di lotta con la metà della mia dignità e del mio spirito...

Speranza? il 2008 dovrebbe portarmi speranza? Ma bruciate tutte nel fuoco della mia ira, stupide scimmie pelate. Io "spero" di morire combattendo contro la vostra rovinosa società dedita a null'altro che al profitto. Incassate questo! E vedete se andate a budget...

Buon anno nuovo

martedì 20 novembre 2007

2012


Mi chiedete cosa accadrà? Quando tutti noi lo scopriremo, sarà ormai troppo tardi per dare una risposta.
Dove sono i nostri fratelli? Attendono. Alla fine del tempo, come ci hanno sempre detto i saggi, essi attendono noi. Allora saremo insieme, sollevandoci da questo deserto di cenere, dove perfino il vento sussurra lascivo lamenti corrotti, depositando ovunque altra cenere frutto del lento decadimento d'ogni sogno, speranza, virtù...
Apocalisse. Una parola senza significato, come tutto il resto. Siamo soli ora, siamo dispersi, ma nel giorno in cui l'essere umano affronterà il limite del proprio destino, saremo una cosa sola e allora tutto ci apparirà chiaro, perfino Apocalisse. Un mito? Può essere. Che tanti popoli del passato ne abbiano trasmesso memoria non può che confermare la natura mitica di ciò che ci aspetta.
Non mi do pena ora. Non cerco i miei fratelli; non potrei sostenere il loro sguardo né loro potrebbero sostenere il mio. La domanda: perché? ...Perché lasciare che tutto ciò continui senza muovere un dito, totalmente impotenti di fronte alla cattedrale d'oro che gli uomini innalzano ogni giorno ancora un po', verso l'infinito. Muoiono e la cenere cade, spandendosi per ogni dove, perfino su noi, soffiata dal vento. Noi stiamo fuori, non possiamo entrare a palazzo, neppure ci vorrebbero. Sanno di non poterci corrompere come hanno fatto con gli altri, come hanno fatto con se stessi fin da principio...
Non ha importanza ora, né avrà importanza in seguito. Chi leggendo queste parole capirà, saprà quel che conta. Siate pronti fratelli, serrati lungo la linea, quieti. Siate sereni, poiché questa battaglia sarà l'ultima.

Nel 2012 una tempesta solare si abbatterà sul sistema planetario, coinvolgendo a più livelli il nostro piccolo mondo e tutti noi.

Che sia vero o no, poco importa, ma spero di averti risposto Alexandros

lunedì 14 maggio 2007

Io ci metto il cuore...

E alla fine ho capito anche qual'è il mio dono. Il vero dono speciale che mi ha dato la vita. Quello che ciascuno di noi ha, diverso per ciascuno di noi. Il mio è proprio questo. Non importa quello che faccio, perché mettendoci il cuore riesco a fare tutto. Qualunque lavoro, qualunque arte, qualunque sforzo, qualunque fatica. L'ho capito alla fine. E' tutto qui, nudo e crudo, puro e semplice.
Io ci metto il cuore, non sono un eclettico. Io ci metto il cuore.

Davide

martedì 24 aprile 2007

Amicizia

Più passa il tempo, più mi rendo conto, tristemente, che l'amicizia è un concetto assolutamente vago. Soprattutto la vecchia amicizia. Quale particolare sostanza universale tiene insieme i pezzi di un'amicizia, quando sarebbe ben più naturale che questa si frammentasse? Quale emozione/equazione spinge due vecchi amici nel continuare a volersi frequentare? Perché una delusione da un vecchio amico fa più male di quella ricevuta da un amico recente? So bene che vi sembreranno domande sciocche, tuttavia sono uno sciocco in questo genere di cose, dunque mi concedo di porvele... i vostri consigli/suggerimenti, potrebbero gettare una luce là dove, ormai, regnano soltanto le tenebre.
Ho sempre creduto nell'amicizia, fin da piccolissimo. Ho sempre avuto più da perdere che da guadagnare e, sì, lo dico con presunzione, perché ci ho sempre creduto. Anche quando mi è costato carissimo crederci. In parte il problema è mio: concedo troppo alle persone a cui voglio bene, concedo loro di ferirmi. Perché mi metto sempre troppo in gioco, ahimé, la mia è una perenne carica frontale: spaventa, disorienta, e impone una reazione. In parte, invece, è un problema di chi mi sta vicino. Le persone hanno troppe maschere nella "borsa delle emozioni".
Credetemi, è con grande rammarico che scrivo questo post. Non sono né cinico, né pessimista, tuttavia non credo più nell'amicizia, salvo rarissime eccezioni. Eccezioni, sì, poiché eccezionali le persone a cui sto pensando... rarità. Allora qual'è il mio destino? Posso avere per amici soltanto persone rare? Pretendo troppo dall'amicizia? Confondo l'amicizia con l'amore? Forse sì...
Non credo più nell'amicizia. Spesso si tratta soltanto di bieco interesse, dunque, se l'interresse è comune, o se c'è un nuovo interesse, allora tutto fila liscio. Come mai le persone, che dovrebbero amarti e rispettarti, ogni tanto si eclissano? Perché le amicizie finiscono? Perché, invece, in alcuni casi sembrano eterne?

Bene. Come si usava un tempo, all'epoca dei nastri, ecco il lato B.
Temo, amici miei (hehe), che ci troviamo di fronte a una terribile caduta di valori. Mi sembra di vederli, precipitare dal cielo in fiamme, piroettando nel vuoto, fino a schiantarsi, depositandosi violentemente in una tomba comune. Una tomba senza nome. Ultimamente ho affinato le mie antenne capaci di captare lo spirito speciale di una persona, con cui stringere rapporti di "amicizia". Ma cosa mi muove? Ideali, valori, forti sensazioni di comunanza... non d'interessi, badate bene: spesso e volentieri mi ritrovo in compagnia di persone che con me non condividono quasi nulla, a livello di interessi. Sono i valori, sono gli ideali, a legare. Penso che sia sempre stato così, peccato però che un tempo non me ne rendessi ben conto. Mi trovo legato a persone con cui non condivido né valori, né ideali... ma troppo spesso soltanto sciocchi interessi. Queste persone appartengono al mio passato. Le persone del futuro, che hanno messo radici nel presente, hanno tutto in comune con me. Tutto ciò che conta veramente. Rare, rarissime persone. Badate, non perfette! Imperfette, rarissime, persone. Con cui tuttavia condividere è facile, istintivo. Che abbia sempre sbagliato metro con cui valutare un'amicizia? E' possibile valutare un'amicizia?
Quando qualcosa "che va oltre" ti lega, sì è possibile valutarla: non la valuti affatto. E' lì, c'è. Punto. Cosa va oltre? Oltre cosa? Oltre l'apparenza, oltre le mille maschere, oltre gli interessi. Proprio quei valori e quegli ideali comuni a cui mi riferivo. Proprio quello che fa entrare l'anima in risonanza, come un riverbero avvertito all'improvviso. Perché altrimenti chiedersi: "L'avrò già incontrato/a in un altra vita?"... Esistono altre vite? Hehe...

Chi mi darà una risposta esaustiva vincerà un encomio al valore.

Un grande abbraccio a tutti
Davide

mercoledì 28 marzo 2007

Lacedemone!!

Sparta... ogni volta che ci penso un brivido mi scorre lungo la schiena. Echi dell'anima, penso. Sono sempre più convinto che qualcosa d'inimmaginabile mi leghi a questo antico nome, a quella terra. Qualcosa d'insondabile, nascosto nei recessi della mia storia. Non so ancora se crederci o no, ma pare che noi tutti, in fondo, abbiamo una storia. Fatta di vita; fatta di nascite e di morti. Certe cose ci lasciano un riverbero, nella mente, quando entriamo in contatto con esse. Altre cose, ancor più stranamente, non ci sfiorano neppure. Ho notato spesso questo fenomeno. Suggestione? Bah... non saprei. Possibile. Specie se uno di fantasia ci vive. Io però non ho ancora messo alla prova la mia suggestione. Saprò la verita, ma solo quando andrò là, dove sono morto, certamente combattendo, fianco a fianco, scudo su scudo, con i miei fratelli: gli uguali di Sparta. Quando cento nazioni ci calarono addosso e noi ridemmo della loro codardia. Quando mostrammo loro come un pugno di uomini determinati e addestrati contennero l'urto dell'onda persiana. Non perché desiderassimo difendere la libertà dalla tirannia, ma perché desiderammo quella prova: la battaglia delle battaglie. Provammo all'Ellade quale fosse il valore di Sparta, la forza degli ideali spartani. Mostrammo loro cosa andava fatto, senza alcuna paura. Noi che mai usammo mura dietro le quali nasconderci, se non fatte di legno, sudore, e sangue. La nostra città non avrebbe mai potuto rappresentare i nostri ideali, il nostro coraggio, la nostra fedeltà alla legge. A differenza d'altri, a noi non interessarono mai grandi templi, né monumenti memorabili. Così, lasciammo questo alla storia: un monumento al valore. Qualcosa per cui, ancora oggi, si parla di noi. Addio Leonida, addio Dienece, io vi saluto fratelli.
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domenica 25 marzo 2007

Il Guerriero della Luce (secondo Desirion)

Il guerriero della luce ha una sola via: la propria.
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La percorre facendo un passo dopo l'altro; un gradino dopo l'altro.
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Lascia tutto ciò che non gli serve.
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Se raccoglie, lo fa per continuare a camminare.
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La sua mente non è soffocata dai giudizi.
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La sua vista è limpida e profonda: osserva e spazia.
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E' libero e la vita scorre intorno a lui senza fermarsi.
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Soltanto lui conosce sé stesso, in verità.
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Sa che le parole sono fantasmi volatili ed effimeri.
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Sa che l'azione determina i fatti; ogni causa una reazione.
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Sa che, alla fine della via, v'è la verità, l'assoluto... ma anche che la via non ha mai fine.
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Crede nella luce, poiché vive in essa e in essa è custodito.
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La sua via lo porterà sempre dove più vi saran le ombre dell'oscurità.
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La dove il nero sarà più cupo d'una notte sul fondo del mare, egli si troverà da solo e non avrà alcun timore.
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La via è sacrificio.